Ristrutturazione del bagno: 8 cose che devi sapere per evitare costi extra e brutte sorprese

Pubblicato il 11 Ottobre 2018 | Autore Rolando

Si legge in 8 minuti

Ristrutturazione del bagno: diverse tipologie di intervento per diverse necessità. Tutto ciò che c’è da sapere per scegliere la corretta modalità di intervento per evitare:

  • costi ingiustificati
  • brutte sorprese da parte dell’impresa di ristrutturazioni

…e gli accorgimenti per accedere alle agevolazioni fiscali sulla ristrutturazione del bagno, si riassume in questi 8 punti:

RISTRUTTURAZIONE DEL BAGNO: LE AUTORIZZAZIONI



La più classica delle domande che ci viene posta quando parliamo di ristrutturazione del bagno è “Servono autorizzazioni per ristrutturare il bagno?”. No, non per forza!

La ristrutturazione del bagno può essere un intervento di manutenzione straordinaria o di manutenzione ordinaria.

Vediamo entrambe le casistiche nel dettaglio.

Interventi di Manutenzione Straordinaria


esempio di intestazione di una comunicazione di inizio lavori asservata

Per gli interventi di manutenzione straordinaria è obbligatorio redigere un documento chiamato CILA.

Nel caso di una ristrutturazione del bagno, si rientra negli interventi di manutenzione straordinaria quando si apportano modifiche sostanziali, come per esempio il rifacimento degli impianti di carico e scarico dell’acqua e dell’impianto elettrico del bagno.

La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asservata) è una pratica amministrativa da redigere e depositare presso il Comune o il Municipio di appartenenza prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione della casa o di una parte di essa.

L’elenco completo dei casi in cui è obbligatorio predisporre la CILA è definito nel dettaglio dal Decreto Legislativo 40 del 25 aprile 2010, coordinato con la legge di conversione n.73 del 22 maggio 2010. 

Oltre che per il rifacimento degli impianti, la CILA è obbligatoria nel caso in cui si voglia modificare la posizione dei tramezzi (ovvero i muri che dividono i vari ambienti della casa), la realizzazione di un ulteriore bagno e il rifacimento degli impianti di tutta la casa o di una singola porzione.

La predisposizione e la presentazione della documentazione necessaria è curata dal proprio tecnico abilitato oppure direttamente dall’impresa di ristrutturazioni se compreso nel capitolato dei lavori preventivo.

Interventi di Manutenzione Ordinaria

Se la ristrutturazione del bagno NON prevede il rifacimento degli impianti, ma è prevista la semplice sostituzione di piastrelle e sanitari, rientra negli interventi di manutenzione ordinaria, ovvero un’attività di edilizia libera per le quali non è necessario presentare alcuna documentazione.

Se i lavori fossero da effettuare in ambito condominiale, l’unico dovere sarebbe nei confronti del condominio. Comunicando in anticipo la data di inizio e la durata prevista dei lavori di ristrutturazione.

RISTRUTTURAZIONE DEL BAGNO: LAVORI NON ESSENZIALI E LAVORI INDISPENSABILI

aspetto di un bagno in fase di rimozione delle piastrelle del rivestimento

Non sempre chi presenta un preventivo per la ristrutturazione di un bagno, tiene in piena considerazione gli interessi del proprietario di casa. Mi spiego meglio…

I lavori di ristrutturazione devono tenere conto di eventuali imprevisti che potrebbero presentarsi in corso d’opera, i quali vengono inseriti tra le altre voci all’interno del preventivo.

In quanto imprevisti, in corso d’opera c’è la possibilità che tali lavori “extra” effettivamente non siano necessari. La logica (e la correttezza) vuole che tale voce e relativo costo siano depennati dalla lista di cose da fare in fase di ristrutturazione.

Ma in alcuni casi c’è chi tende a fare il furbo faccia comunque pagare la voce di costo non eseguita al povero proprietario.

“Ma c’è la possibilità di evitare di essere imbrogliati in questo modo?”

Certo che si! Ed è molto semplice.

Basta farsi aggiornare quotidianamente sullo stato di avanzamento lavori. In altre parole, ogni tanto vai in bagno a vedere come procedono i lavori e chiedi se gli eventuali imprevisti di cui si è parlato in fase di preventivo alla fine si sono effettivamente verificati, oppure no.

Pretendi che ti mostrino fisicamente il problema e chiedi spiegazioni sul perché – secondo loro – tali lavori siano necessari.

Far vedere che sei sempre sul pezzo, costantemente in allerta, scoraggia chi pensa di fare il furbo caricando un costo extra sulle tue spalle.

“Tutto molto bello fin’ora, ma come fare nella pratica?”

Di seguito qualche piccolo esempio.

Lavori non essenziali

Stando agli indizi decifrati dal professionista grazie ad anni di esperienza, potrebbe risultare che l’intonaco sotto le piastrelle del rivestimento sia da rinnovare completamente.

Si tratta di una possibilità, non di una certezza, in quanto una volta rimosse le piastrelle dalle pareti, l’intonaco potrebbe presentarsi in uno stato di conservazione abbastanza buono da renderne superflua la sostituzione.

Chiedi spiegazioni dettagliate del perché l’intonaco secondo lui sarebbe da rimuovere e rifare da zero. Non accettare mai qualcosa per buono senza aver ricevuto relativa spiegazione a supporto di tale tesi. Intesi?

Andiamo avanti.

Un altro caso potrebbe riguardare il rifacimento dell’impianto idraulico.

Molto brevemente, per rinnovare l’impianto idraulico è necessario “liberare” i vecchi tubi di carico e scarico dell’acqua, sia nei muri che nel pavimento.

Nei muri si scava esclusivamente in concomitanza dei tubi per poter lavorare sulla rimozione di quelli vecchi e la posa di quelli nuovi.

Per quanto riguarda il pavimento invece, ci sono 2 possibilità:

  • rimozione delle piastrelle e di parte del sottofondo per la sola liberazione dell’impianto idraulico
  • rimozione totale di piastrelle e sottofondo

Nel primo caso – per una questione di risparmio – c’è la possibilità di non eliminare per intero il sottofondo, ma scavare solamente ove necessario per consentire il rinnovo dell’impianto idraulico.

Nel secondo caso, la completa rimozione del sottofondo può essere dettata dalla necessità (per cause di umidità o deterioramento dovuto all’età del sottofondo) o per puro desiderio da parte del proprietario di effettuare una ristrutturazione del bagno completa e radicale.

RISTRUTTURAZIONE DEL BAGNO: LE TEMPISTICHE

Descrizione foto

Le tempistiche per la ristrutturazione del bagno dipendono dalla tipologia di intervento.

Si spazia da un’oretta veloce per una riparazione ai flessibili del lavandino o del bidet, ad un massimo di 5 o 6 giorni per una ristrutturazione completa.

Questi tempi sono ovviamente riferiti ad imprese che lavorano BENE!

RISTRUTTURAZIONE DEL BAGNO: GLI IMPIANTI

un idraulico predispone gli attacchi di carico e scarico dell’acqua per un bidet

Se la ristrutturazione è resa necessaria a causa di malfunzionamenti, perdite, conformità normativa o semplice “vecchiaia” dell’impianto il discorso prende una piega diversa a seconda dell’impianto in questione.

Anche qui, nel caso si voglia contenere il più possibile i costi, ci sono alcuni accorgimenti che permettono di risparmiare.

Piccola parentesi prima di iniziare:

Pagare il professionista o l’impresa di ristrutturazioni per ottenere un certificato a norma degli impianti esistenti senza effettuare alcun lavoro, non è cosa intelligente per 2 motivi.

Primo: non troverai mai qualcuno disposto a certificare un lavoro fatto da altri chissà quanto tempo fa.

Secondo: non conviene per niente. Ammesso che tu riesca a trovare qualcuno disposto a certificare un impianto esistente, la sola certificazione ti costerebbe esattamente come l’impianto nuovo di pacca. Tanto vale rifare l’impianto e non pensarci più.

Chiusa parentesi. Torniamo al nostro intervento di ristrutturazione che – come appena accennato – cambia a seconda dell’impianto in questione. 

Per l’impianto elettrico, per esempio, c’è la possibilità di rinnovarlo completamente senza nessun lavoro di muratura. Solamente sostituendo i cavi elettrici e i frutti (prese della corrente, interruttori, salvavita e via dicendo) è possibile avere un impianto elettrico nuovo di pacca e certificato.

Per l’impianto idraulico l’intervento diventa decisamente più importante, sia in termini di tempo che di lavori (e costi).

Quando si tratta dell’impianto idraulico, anche la sola sistemazione di una piccola perdita comporta anche un lavoro di muratura.

Il muratore si occuperà di rimuovere tutta la parte di muro colpita dalla perdita, liberando contemporaneamente la tubazione che perde.

Solo dopo questo primo intervento l’idraulico potrà sistemare la perdita. E per finire, ovviamente, il muratore dovrà anche richiudere il buco.

Come puoi vedere, problemi con impianti diversi comportano costi di manutenzione e interventi completamente diversi.

E come già detto – non mi stancherò mai di ripeterlo – sempre fare attenzione a ciò che viene riportato nel preventivo dei lavori.

Chiedere sempre aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori. Tieniti sempre aggiornato su ciò che stanno facendo nel tuo bagno.

Ovvio, non devi essere un esperto di ristrutturazioni per evitare che il furbetto di turno ti carichi di una spesa inesistente, ma essere informati quanto basta sicuramente aiuta.

RISTRUTTURAZIONE DEL BAGNO: LE PIASTRELLE

un piastrellista verifica la posizione delle piastrelle per procedere al taglio prima della posa

Passiamo finalmente alla prima fase creativa della ristrutturazione del bagno: la scelta delle piastrelle.

Sono un’infinità le tipologie e le marche di piastrelle in commercio. Mode e tendenze portano i produttori a “sfornare” ogni giorno nuovi materiali, nuove tipologie, nuove forme e nuovi colori. Al giorno d’oggi è facilissimo riuscire a modellare il bagno secondo il tuo stile personale.

Inutile dire che esistono marche di qualità superiore e altre marche che di qualità non ne hanno mai neppure sentito parlare.

Per quanto riguarda le piastrelle, la qualità comprende 3 elementi principali:

  • la planarità della piastrella
  • la geometria della piastrella
  • la resistenza della piastrella

Se per il tuo bagno cerchi la qualità migliore, allora il grès porcellanato è quello che stai cercando. Piastrelle perfettamente piane, ortogonali e identiche in dimensioni. Il grès porcellanato è un materiale con resistenza agli urti e all’usura migliori in assoluto, che garantisce alla piastrella una vita utile estremamente elevata.

Tutto ciò che invece non è grès porcellanato ricade in un livello inferiore. La resistenza risulta notevolmente inferiore e sono facilmente individuabili a causa dello spessore della piastrella stessa che è di fatto inferiore.

Le piastrelle di qualità inferiore in assoluto non consentono una posa precisa in quanto non sono perfettamente piane. Una volta posate, vedrai angoli più alti e più bassi ovunque. In questa circostanza, non prendertela con il povero piastrellista, perché non è lui che ha fatto un cattivo lavoro.

RISTRUTTURAZIONE DEL BAGNO: SANITARI E RUBINETTERIA

esempio di bagno con pavimento in resina e sanitario sospeso

Anche in merito a sanitari e rubinetteria hai ampia scelta per la ristrutturazione del tuo bagno.

Sia sanitari che rubinetteria seguono moda e tendenze del momento, ma potrai trovare sempre i modelli più classici e intramontabili.

A differenza delle piastrelle, in questo caso entra in gioco anche la firma del Designer a far lievitare il prezzo dei modelli più alla moda e ricercati.

L’unica grande distinzione a livello funzionale riguarda i sanitari. Che possono essere di 2 tipi:

  • a pavimento
  • sospesi

La prima differenza tra le due tipologie è il prezzo sia del sanitario in sé che della posa in opera.

I sanitari a pavimento sono più economici. Lo svantaggio principale è che devono restare molto vicini alla colonna centrale dello scarico. Questo vincola molto in una redisposizione degli spazi durante la ristrutturazione del bagno.

I sanitari sospesi al contrario possono essere posati più lontano dalla colonna centrale di scarico. L’attacco non è più a pavimento ma è a muro, quindi più alto, il che consente di garantire una buona pendenza del tubo di scarico anche con maggiori distanze dalla colonna centrale.

Inoltre, agevolano la pulizia del pavimento, in quanto non avendo un appoggio a terra tutto lo spazio sottostante è perfettamente libero. Ciò consente di passarvi agevolmente al di sotto con scopa, mocio, aspirapolvere e chi più ne ha più ne metta. Niente male vero?

Ma non sempre è possibile posare i sanitari sospesi. Questi necessitano di un muro con uno spessore minimo di 10 centimetri per accogliere lo scarico a muro e l’apposito telaio per il fissaggio.

Ristrutturazione del bagno: le 6 fasi della ristrutturazione

ambiente in fase di ristrutturazione

In una ristrutturazione del bagno si possono individuare 6 fasi distinte:

  1. Demolizione
  2. Rifacimento degli impianti
  3. Muratura degli impianti
  4. Piastrellatura
  5. Cablaggio dell’impianto elettrico
  6. Posa dei sanitari

In ogni fase la figura chiave è il muratore, il quale si occupa anche di fornire assistenza sia all’idraulico che all’elettricista per la posa dei nuovi impianti.

Di seguito vediamo a grandi linee in che modo si svolgono le varie fasi della ristrutturazione del bagno.

1. Demolizione

Con demolizione si intende la rimozione di piastrelle, sanitari e – eventualmente – sottofondo.

In questa fase si liberano i vecchi impianti idraulico ed elettrico in tutte le loro parti per consentirne il rinnovo.

2. Rifacimento degli impianti

In questa fase il muratore, idraulico ed elettricista collaborano per la posa dei nuovi impianti. Mentre l’idraulico e l’elettricista posizionano le nuove tubature, il muratore le blocca nella loro nuova posizione.

Una volta creato il nuovo impianto idraulico, prima che venga annegato definitivamente in muri e pavimento, viene collaudato per verificarne il corretto funzionamento.

3. Muratura degli impianti

Dopo il buona esito del collaudo dell’impianto idraulico, il muratore copre i nuovi impianti, posando anche il piatto doccia e/o la vasca da bagno.

4. Piastrellatura

Ora è la volta delle piastrelle.

Si parte dalla posa delle piastrelle del pavimento per poi passare al rivestimento delle pareti.
Una volta asciugata la colla e le piastrelle sono saldamente fissate, avviene la stuccatura delle fughe.

Da qui in poi è possibile procedere anche con la tinteggiatura del soffitto e della parte alta delle pareti dove non sono presenti le piastrelle.

5. Impianto elettrico

Solo dopo aver finito la posa delle piastrelle è possibile finire anche l’impianto elettrico, con la posa dei vari frutti e l’applicazione delle placchette.

6. Posa dei sanitari

La ristrutturazione del bagno si può dire conclusa una volta che si termina anche la posa dei sanitari e il montaggio del nuovo mobilio.

RISTRUTTURAZIONE DEL BAGNO: LE AGEVOLAZIONI FISCALI

La Legge di Bilancio 2018 ha confermato il Bonus Ristrutturazioni come detrazione del 50% dall’Irpef dei costi sostenuti per gli interventi di manutenzione straordinaria. La detrazione sarà equamente ripartita in 10 quote annuali e può essere applicata fino ad un costo massimo dell’intervento di 96.000 euro.

Attenzione! Riguardo alla ristrutturazione del bagno, la semplice sostituzione dei sanitari, della rubinetteria, delle piastrelle o tinteggiatura rientrano nella manutenzione ordinaria e NON sono singolarmente detraibili.

Diventano detraibili esclusivamente se correlate ad interventi finalizzati ad una miglioria generale – ovvero quelli di manutenzione straordinaria – per i quali spetta l’agevolazione.

Iva agevolata al 10%

Oltre alla possibilità di detrarre dall’Irpef il 50% dei costi sostenuti per la ristrutturazione del bagno, per tutti gli interventi di recupero edilizio è prevista l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata al 10%.

In generale a tutti gli interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria è applicabile l’IVA agevolata al 10%. Ma con dei limiti.

La legge 488/1999 riporta che l’IVA agevolata si applica solo fino alla concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni significativi.

Prima di spiegare cosa significa, vediamo cosa sono i beni significativi come indicati nel Decreto del 29 dicembre 1999.

I beni significativi sono:

  • montacarichi
  • ascensori
  • infissi interni ed esterni
  • caldaie
  • videocitofoni
  • condizionatori
  • pompe di calore
  • apparecchi di ricircolo dell’aria
  • sanitari
  • rubinetteria (solo quella del bagno)
  • impianti di sicurezza

Per tali beni vige l’applicazione dell’IVA agevolata fino a concorrenza del valore della prestazione considerata al netto del loro valore.

Vediamo cosa significa in termini “non avvocatesi” con un esempio:

  • 2000 euro (costo prestazione lavorativa)
  • 2500 euro (costo sanitari e rubinetteria)

Costo totale per la ristrutturazione del bagno: 4500 euro.

Essendo che il costo dei beni significativi è superiore a quello della prestazione lavorativa, l’IVA agevolata NON potrà essere applicata all’intero importo della ristrutturazione del bagno.

Ecco come si ripartisce l’applicazione dell’IVA agevolata in un caso come questo:

  • IVA agevolata al 10% sui 2000 euro (costo prestazione lavorativa)
  • IVA agevolata al 10% sui 2000 euro (costo beni significativi)
  • IVA regolare al 22% sui 500 euro residui (costo beni significativi)

In altre parole, è possibile applicare l’IVA agevolata al 10% anche ai beni significativi ma solo fino a un valore pari all’importo della prestazione lavorativa. All’eccedenza sarà invece applicata la regolare aliquota IVA del 22%.

IVA agevolata al 10% – IMPORTANTISSIMO!

Per poter applicare l’aliquota IVA agevolata al 10% nelle modalità appena descritte la fornitura dei beni significativi dev’essere commissionata all’impresa che si occuperà di fornire anche la prestazione lavorativa per la ristrutturazione del bagno.

Questo è l’unico modo per poter applicare l’IVA agevolata a rubinetteria e sanitari quando si ristruttura il bagno di casa.

RIASSUMENDO…

Per procedere con la ristrutturazione di un bagno, non è sempre necessaria l’autorizzazione. Dipende se si tratta di un intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria.

È possibile risparmiare sui costi dell’intervento limitando le attività nel caso in cui una o più voci previste in fase di preventivo non siano effettivamente necessarie. Ciò richiede di essere sempre vigili sull’andamento dei lavori di ristrutturazione. Chiedi sempre come procedono i lavori e le motivazioni che obbligano a prendere determinate decisioni in corso d’opera.

Le tempistiche per il rifacimento completo di un bagno (se affidato ad una impresa seria) dovrebbero essere massimo di 5 giorni. Iniziando il lunedì mattina alle 8.00 dovrebbe finire il venerdì sera alle 17.00. Al limite entro il sabato mattina, quindi 5 giorni e mezzo al massimo.

Gli impianti devono essere accompagnati per legge da un certificato di conformità (Decreto ministeriale 37/2008, evoluzione della Legge 46/90). Difficilmente un idraulico o un elettricista accettano di certificare un vecchio impianto messo in chissà quali condizioni. Anche se trovassi qualcuno disposto a farlo, ti costerebbe comunque come fare l’impianto ex-novo. Tanto vale rifare l’impianto e dormire sonni tranquilli.

Piastrelle, sanitari, rubinetterie possono essere scelti a seconda delle necessità e delle preferenze estetiche. Ma l’importante è commissionarne la fornitura a chi si occupa di fornire il servizio per la ristrutturazione, in modo da collegarne l’acquisto ad una prestazione professionale accedendo al Bonus Ristrutturazione e all’aliquota IVA agevolata al 10%.

Una cosa che consiglio sempre ai nostri clienti è quello di seguire l’andamento dei lavori nelle varie fasi e pretendere dall’impresa o dal professionista di comunicare lo stato di avanzamento lavori. In questo modo è possibile andare a depennare quelle voci previste in fase di preventivo che si sono rivelate invece superflue in corso d’opera.

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